Il Decreto monocratico ex art. 56 C.P.A. come strumento deflattivo del contenzioso.

T.A.R. Lazio – Roma, sez. 1 bis, Pres. Anastasi, *** (Avv.ti Alessandro Biamonte – Francesco Tramontano) contro Comando Generale Arma dei Carabinieri, Ministero della Difesa e nei confronti di ***, Decreto Presidenziale 6.4.2017,  n. 1773.

  1. Ai sensi dell’art. 32 co. 11 D.Lgs. 50/2016, «Se è proposto ricorso avverso l’aggiudicazione con contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal momento della notificazione dell’istanza cautelare alla stazione appaltante e per i successivi venti giorni, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all’udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva».
  2. Pertanto, in mancanza di allegazione di ulteriore pregiudizio, attesa l’automatica efficacia preclusiva alla stipula contrattuale che soddisfa il principio di effettività della tutela, non vi sono ulteriori ragioni che sorreggano la necessità di una misura cautelare.
  3. Ciò tuttavia, non esclude che la P.A., per esigenze di deflazione del contenzioso e di opportunità, possa provvedere, nelle more, a riesaminare la fattispecie dedotta in giudizio, anche in via di autotutela.

***

 La ricorrente, originariamente aggiudicataria di una gara di appalto di lavori, all’atto della verifica dei requisiti si è vista dichiarare l’esclusione (con contestuale revoca della proposta di aggiudicazione e conseguente aggiudicazione in favore della seconda classificata) per effetto di una supposta irregolarità contributiva emersa dal DURC.

 

Nel caso di specie, la concorrente, all’atto di presentazione della domanda di partecipazione, era in possesso di DURC regolare per effetto dell’ammissione alla rateazione del debito (condizione sufficiente – anche alla luce dell’art. 80 D.Lgs. 50/2016 – per vedersi riconoscere la regolarità). Sennonché l’intercorsa presentazione della domanda di definizione agevolata ex art. 6 D.L. 193/2016 (cd. rottamazione delle cartelle esattoriali) ha, di fatto, implicato l’annullamento del beneficio della rateazione, con emissione, a cascata, della certificazione di irregolarità contributiva (almeno fino all’ammissione formale al procedimento di definizione). Trattasi invero di fattispecie affrontata di recente dall’INPS con messaggio n. 824 del 24.2.2017, il quale ha chiarito che, «relativamente ai crediti per i quali, alla data di entrata in vigore del decreto legge in esame, risultava già attivata una rateazione presso gli Agenti della Riscossione, continua ad essere riconosciuta la regolarità contributiva fino a eventuale revoca della dilazione concessa».

Di qui il ricorso giurisdizionale.

Ciò posto, il Presidente, ancorché non abbia ravvisato esigenze di estrema urgenza in considerazione della fissazione della camera di consiglio ad horas e degli effetti immediatamente preclusivi sulla stipula del contratto indotti dalla proposizione del ricorso, ha individuato nel provvedimento monocratico un efficace strumento deflattivo, «Ritenuto che la P.A., per esigenze di deflazione del contenzioso e di opportunità, potrà provvedere, nelle more, a riesaminare la fattispecie dedotta in giudizio, anche in via di autotutela».

1773/2017 REG.PROV.CAU.

03112/2017 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

Il Presidente

ha pronunciato il presente

DECRETO

sul ricorso R.G. n. 3112 del 2017, proposto da “***”, con sede in Roma, ***, in persona del legale rappresentante pro-tempore, sig. ***, rappresentata e difesa dagli avvocati Alessandro Biamonte C.F. BMNLSN70R10F839N, Francesco Tramontano C.F. TRMFNC70R01F839T, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Alessandro Biamonte, in Roma, via Pistoia, n. 6;

 contro

Comando Generale dei Carabinieri – Centro Unico Contrattuale, in Persona del Comandante pro-tempore e Ministero della Difesa, in persona del Ministro protempore, non costituiti in giudizio;

Autorità Nazionale Anticorruzione (“Anac”), in persona del Presidente protempore, non costituita in giudizio;

 nei confronti di

***,

non costituita in giudizio;

***, in persona del legale rappresentante pro-tempore, non costituita in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

a) della nota n. 1501/5/6-34-2016 del 2.3.2017, recante l’esclusione della ricorrente dalla gara C.I.G. 6903460369 – C.U.P. D34E16000580001, sul presupposto della contestata irregolarità contributiva;

b) del verbale di accertamento della irregolarità contributiva della ricorrente e del relativo provvedimento;

c) della nota n. 1501/5/6-34-2-2016 del 7.3.2017, recante il diniego di autotutela e la conferma dell’esclusione della ricorrente;

d) del verbale di nuova aggiudicazione n. 10615 dell’1.3.2017 e della Determinazione a contrarre n. 71 del 20.3.2017;

 

  1. e) della comunicazione di aggiudicazione ex art. 76 D. Lgs. 50/2016, recante “Segnalazione ai sensi dell’art. 80, comma 12, del d.lgs. n. 50/2016 (nuovo codice) e per gli effetti previsti da tale norma e dall’art. 213, comma 13, del nuovo codice, per la falsa dichiarazione o falsa documentazione, rese nelle procedure di gara”;

 

  1. f) del provvedimento di escussione della polizza fideiussoria; e per la declaratoria di inefficacia del contratto intercorso.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

 

Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi

dell’art. 56 cod. proc. amm.;

 

Visto il Decreto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri- Centro Unico Contrattuale prot. n. 1501/5/6-43-2016 del 23.3.2017, il quale “segnala – ai sensi dell’art. 76, comma 6 del D. Lgs. n. 50/2016 – che il contratto potrà essere stipulato dopo il giorno 28 aprile 2017”;

Visto l’art. 32, comma 11°, del Decreto legislativo 18.4.2016 n. 50, il quale recita:

 

“Se è proposto ricorso avverso l’aggiudicazione con contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal momento della notificazione dell’istanza cautelare alla stazione appaltante e per i successivi venti giorni, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all’udienza cautelare ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva. L’effetto sospensivo sulla stipula del contratto cessa quando, in sede di esame della domanda cautelare, il giudice si dichiara incompetente ai sensi dell’articolo 15, comma 4, del codice del processo amministrativo di cui all’Allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104, o fissa con ordinanza la data di discussione del merito senza concedere misure cautelari o rinvia al giudizio di merito l’esame della domanda cautelare, con il consenso delle parti, da intendersi quale implicita rinuncia all’immediato esame della domanda cautelare”;

Ritenuto che, nel caso di specie, non emergono e neanche vengono specificatamente evidenziati concreti elementi, atti a comprovare una condizione di periculum in mora, apprezzabile ai sensi dell’art. 56 cpa, nel periodo intercorrente fra la data odierna e quella della prima camera di consiglio del 12.4.2017, utile per consentire il rispetto dei termini a difesa della controparte, ai sensi dell’art. 55, comma 5°, cpa;

Ravvisata l’opportunità di ordinare alla P.A., per esigenze di celerità, di effettività e di concentrazione del giudizio, riconducibili anche all’art. 1 cpa, il deposito, ai sensi dell’art. 46 cpa, di una dettagliata relazione sulla vicenda dedotta in contenzioso nonché di ogni altro atto e/o documentato chiarimento, ritenuto utile ai fini del presente giudizio, entro il termine di giorni 10 (dieci), decorrente dalla comunicazione o notificazione del presente Decreto;

Ritenuto che la P.A., per esigenze di deflazione del contenzioso e di opportunità, potrà provvedere, nelle more, a riesaminare la fattispecie dedotta in giudizio, anche in via di autotutela;

Ritenuto di dover fissare, per il prosieguo, la camera di consiglio del 12 aprile 2017, ore di rito;

P.Q.M.

rigetta, allo stato, impregiudicata ogni decisione del Collegio, anche in sede cautelare.

Dispone incombenti istruttori, nei sensi e nei termini di cui in motivazione.

Fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 12 aprile 2017, ore di rito.

Onera la ricorrente di notificare il presente Decreto, anche via PEC, presso la sede reale dell’Amministrazione intimata.

Onera la parte ricorrente del deposito della copia cartacea, obbligatoria ai sensi

dell’art. 7, comma 4° del D.L. 31 agosto 2016, n. 168, nei termini di cui all’art. 55, comma 5°, c.p.a.

Il presente decreto sarà eseguito dall’Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma il giorno 6 aprile 2017.

Il Presidente Concetta Anastasi

 

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