Tutela dell’affidamento e normativa vigente alla data di emanazione del bando.

T.A.R. Lazio, Roma, sentenza 15.6.2021, n. 7159, Pres. Savoia, Est. Sinatra. *** (Avv. Alessandro Biamonte contro Ministero Istruzione Università e Ricerca (Avvocatura Generale dello Stato), Seconda Università degli Studi di Napoli, Università Federico II. – ACCOGLIE.

“- secondo un principio elaborato nel settore degli appalti, ma applicabile anche alla procedura di concorso in esame- la pubblica amministrazione è tenuta al rispetto integrale delle regole fissate nel bando – nel caso in esame, dell’art. 7 comma 2 lett.b- atteso che questo costituisce la lex specialis del concorso, che non può essere disapplicata nel corso del procedimento, neppure nel caso in cui talune delle regole in essa contenute risultino non più conformi allo jus superveniens, salvo naturalmente l’esercizio del potere di autotutela.

Ciò anche in ragione del principio di tutela dell’affidamento dei concorrenti, dal quale deriva che anche i concorsi devono essere svolti in base alla normativa vigente alla data di emanazione del bando, ossia al momento di indizione della relativa procedura (Cons. Stato Sez. V, 28-04-2014, n. 2201; T.A.R. Lombardia Milano Sez. IV, 14-09-2012, n. 2343; T.A.R. Campania Salerno Sez. II, 30-07-2012, n. 1544 e, in materia specifica di concorsi pubblici, Consiglio di Stato sez. V, 12/02/2003, n. 754). Tale principio trova, nel caso in esame, applicazione emblematica, considerato che il c.d. “Bonus Maturità”, previsto dalla normativa vigente al momento della presentazione della domanda da parte del candidato, è stato dapprima eliminato con decretazione d’urgenza in corso di svolgimento delle prove preselettive e quindi prontamente reintrodotto in sede di conversione del decreto – legge ma con modalità tali da consentire, nella sostanza, la contestuale vigenza di due distinte graduatorie.

Pubblicato il 15/06/2021

N. 07159/2021 REG.PROV.COLL.

N. 00435/2014 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Stralcio)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 435 del 2014, proposto da
***, rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Biamonte, come da procura in atti;

contro

Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca in persona del Ministro p.t.e Università degli Studi Federico II di Napoli, Seconda Università degli Studi di Napoli, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliataria ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;

nei confronti

Antonio Domenico Leone, Valeria Nania non costituiti in giudizio;

per l’annullamento

della graduatoria unica nazionale relativa all’ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia per l’a.a. 2013/2014.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca e di Universita’ degli Studi Federico II di Napoli e di Seconda Università degli Studi di Napoli;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza smaltimento del giorno 23 aprile 2021 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. – Con ricorso notificato l’8 gennaio 2014 la signora *** ha impugnato la graduatoria per l’accesso programmato al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’anno academico 2013-2014 di cui in epigrafe, assumendone l’illegittimità per mancata attribuzione (pur a seguito del conseguimento del voto di 100\100 all’esame di maturità) del c.d. bonus maturità pari a 9 punti di cui all’art. 4 del d.lgs. n. 21\2008, che avrebbe visto elevare il punteggio da lei conseguito nella prova di ammissione (pari a 32,20) a 41,20 punti.

2. – La ricorrente premette che tale beneficio le è stato negato per effetto dell’art. 20 del DL n. 104\2013, per cui:

“1. L’articolo 4 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n. 21 è abrogato. L’articolo 4 del citato decreto legislativo non è applicato alle procedure relative agli esami di ammissione ai corsi universitari già indette e non ancora concluse alla data di entrata in vigore del presente decreto.

1-bis. I partecipanti agli esami di ammissione per l’anno accademico 2013/2014 ai corsi universitari di medicina e chirurgia, odontoiatria, medicina veterinaria nonché a quelli finalizzati alla formazione di architetto, che avrebbero avuto diritto al punteggio relativo alla valutazione del percorso scolastico ai sensi dell’articolo 10, comma 3, lettera b), del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 12 giugno 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1º luglio 2013, e che, in assenza delle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo, si sarebbero potuti iscrivere ai suddetti corsi in quanto sarebbero stati collocati in graduatoria entro il numero massimo di posti disponibili fissato dai relativi decreti ministeriali di programmazione, sono ammessi nel medesimo anno accademico 2013/2014 a iscriversi in sovrannumero, secondo il punteggio complessivo ottenuto e l’ordine di preferenza delle sedi indicate al momento dell’iscrizione al test d’accesso, nella sede alla quale avrebbero potuto iscriversi in base alla graduatoria di diritto che sarebbe conseguita all’applicazione del suddetto decreto, in assenza di rinunce e scorrimenti di graduatoria. I suddetti partecipanti possono altresì scegliere di iscriversi in sovrannumero, nell’anno accademico 2014/2015, al primo o al secondo anno del corso di studi prescelto, secondo le previsioni del periodo precedente. Ove i suddetti partecipanti scelgano di iscriversi in sovrannumero nell’anno accademico 2014/2015, l’ammissione al primo o al secondo anno di corso è effettuata con il riconoscimento, da parte degli atenei, dei crediti già acquisiti nell’anno accademico 2013/2014 in insegnamenti previsti anche nel predetto corso di studi.

1-ter. Coloro che nell’anno accademico 2013/2014 si sono iscritti ai corsi di cui al comma 1-bis in una sede diversa da quella alla quale avrebbero avuto diritto ad iscriversi ai sensi del medesimo comma 1-bis possono trasferirsi nella suddetta sede nell’anno accademico 2014/2015, con il riconoscimento, da parte degli atenei, dei crediti già acquisiti nell’anno accademico 2013/2014 in insegnamenti previsti anche nel predetto corso di studi.

1-quater. Ai fini dei commi 1-bis e 1-ter, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al termine delle immatricolazioni dell’anno accademico 2013/2014 relative alla graduatoria del 30 settembre 2013, riapre la procedura per l’inserimento del voto di maturità da parte di tutti i candidati che hanno ottenuto almeno 20 punti nel test d’accesso e che non abbiano provveduto al predetto inserimento entro i termini previsti dal citato decreto ministeriale 12 giugno 2013.

1-quinquies. Le università sedi di corsi di laurea in professioni sanitarie e scienze della formazione primaria ammettono a iscriversi in sovrannumero nell’anno accademico 2013/2014 o nell’anno accademico 2014/2015, in analogia a quanto previsto dai commi 1-bis e 1-ter, i partecipanti agli esami di ammissione per l’anno accademico 2013/2014 che, in assenza delle disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo e secondo quanto previsto dall’articolo 10, comma 3, lettera b), del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 12 giugno 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1º luglio 2013, e dall’articolo 1, comma 6, lettera b), del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 615 del 15 luglio 2013, come recepiti dai rispettivi bandi, si sarebbero potuti iscrivere ai suddetti corsi in quanto collocati in graduatoria entro il numero massimo di posti disponibili.”

3. – La ricorrente assume che nel D.M. del 29.11.2013 è stato previsto che ai fini delle ammissioni in sovrannumero per effetto dell’art. 20 riformulato dalla L. 128/2013 “devono essere considerati esclusivamente coloro che si collocano entro il numero massimo di posti disponibili” e non già tutti i soggetti, che, per effetto del bonus, alla data del 30.9.2013 si sarebbero utilmente classificati, il che avrebbe di fatto vanificato l’effetto del co. 2 dell’art. 20 D.L. 104/2013 introdotto in sede di conversione, che che dispne tout court l’ammissione “in sovrannumero”.

4. – Il ricorso è affidato ai seguenti motivi.

1) Violazione dell’art. 20 co. 2 d.l. 104/2013, convertito con modd. dalla l. 128/2013. Violazione dell’art. 3 — 97 Cost. — Eccesso di potere per disparita’ di trattamento. Violazione del principio di affidamento e certezza del diritto, in quanto il legislatore prevedendo l’ammissione “in sovrannumero” intenderebbe prescindere — in sede di attuazione — dal contingentamento imposto dai decreti di programmazione; pena l’illegittimità costituzionale, per contrasto con gli art. 3 — 97 Cost.

2) Eccesso di potere per contraddittorieta’ e disparita’ di trattamento. — Violazione del principio di legittimo affidamento. — Violazione degli art. 3 — 97 Cost. — Violazione dell’art. 77 Cost.: il sopraggiungere di una legge di conversione (anche con integrazioni o modificazioni) avrebbe imposto di verificare la presenza di eventuali emendamenti modificativi e o sostitutivi di norme preesistenti, già foriere di effetti interinali comunque prodottisi.

3) Eccesso di potere per disparita’ di trattamento. Violazione degli artt. 3 — 97 Cost. — Violazione del principio di legittimo affidamento. — Violazione dell’art. 11 preleggi. — Violazione dell’art. 77 Cost. — Violazione della lex specialis —Viiolazione dell’articolo 10, comma 3, lettera 14 del Decreto Ministeriale 12 giugno 2013 n. 449, in quanto sussisterebbe violazione del principio di irretroattività e violazione del criterio generale in forza del quale il bando di una procedura concorsuale rappresenta “lex specialis” dí gara, dotato di una forza vincolante che può essere superata soltanto dalla decisione dell’Amministrazione interessata di procedere all’annullamento in autotutela del bando medesimo.

4. – L’Amministrazione si è costituita in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso.

5. – Con decreto presidenziale emesso ex art.56 c.p.a. e poi con ordinanza n. 913\2014 è stata disposta l’ammissione cautelare con riserva della ricorrente nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

6. – Con la memoria conclusionale depositata a ridosso dell’udienza di trattazione del merito del 23 aprile 2021 la ricorrente ha ribadito il proprio interesse alla decisione del gravame per essere prossima al conseguimento della laurea.

7. – Il ricorso è stato posto in decisione alla pubblica udienza di smaltimento dell’arretrato del 23 aprile 2021.

8. – Il ricorso è fondato, e deve essere accolto: di conseguenza la riserva cui era stata subordinata l’immatricolazione della ricorrente disposta in sede cautelare deve ritenersi positivamente sciolta.

9. – A questo riguardo è possibile fare riferimento al costante orientamento del Tribunale sulla materia in esame, alla luce del quale i tre motivi di cui consta il gravame –che possono essere congiuntamente trattati- risultano meritevoli di accoglimento.

Tale orientamento, quale si rinviene, da ultimo, nella sentenza n. 4904/2021 di questa Sezione (ma si vedano anche le sentenze sez. III bis n. 13142 del 29/12/2014, sez. III, 29/12/2014 n. 13129, sez. III bis, n. 2383 del 10.02.2015, n. 7815/2015 del 4 giugno 2015), ed afferma: “… con riferimento alla graduatoria del 30 settembre 2013, si è avuto modo di osservare come “- secondo un principio elaborato nel settore degli appalti, ma applicabile anche alla procedura di concorso in esame- la pubblica amministrazione è tenuta al rispetto integrale delle regole fissate nel bando – nel caso in esame, dell’art. 7 comma 2 lett.b- atteso che questo costituisce la lex specialis del concorso, che non può essere disapplicata nel corso del procedimento, neppure nel caso in cui talune delle regole in essa contenute risultino non più conformi allo jus superveniens, salvo naturalmente l’esercizio del potere di autotutela.

Ciò anche in ragione del principio di tutela dell’affidamento dei concorrenti, dal quale deriva che anche i concorsi devono essere svolti in base alla normativa vigente alla data di emanazione del bando, ossia al momento di indizione della relativa procedura (Cons. Stato Sez. V, 28-04-2014, n. 2201; T.A.R. Lombardia Milano Sez. IV, 14-09-2012, n. 2343; T.A.R. Campania Salerno Sez. II, 30-07-2012, n. 1544 e, in materia specifica di concorsi pubblici, Consiglio di Stato sez. V, 12/02/2003, n. 754).

Tale principio trova, nel caso in esame, applicazione emblematica, considerato che il c.d. “Bonus Maturità”, previsto dalla normativa vigente al momento della presentazione della domanda da parte del candidato, è stato dapprima eliminato con decretazione d’urgenza in corso di svolgimento delle prove preselettive e quindi prontamente reintrodotto in sede di conversione del decreto – legge ma con modalità tali da consentire, nella sostanza, la contestuale vigenza di due distinte graduatorie: la prima, del 30 settembre 2013, formulata secondo i soli punteggi riportati nei test preselettivi; la seconda, quella del 18 dicembre 2013, formulata tenendo conto del punteggio complessivo test + bonus maturità, senza che ciò comportasse, tuttavia, la modificazione della posizione già conseguita dall’interessato nella prima graduatoria.

Ciò, nei fatti, ha determinato una sostanziale disparità di trattamento in quanto gli stessi candidati che avrebbero avuto diritto al punteggio relativo alla valutazione del percorso scolastico ai sensi dell’articolo 10, comma 3, lettera b), del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 12 giugno 2013, … e che, in assenza dell’abrogazione del “Bonus” in base al punteggio riportato si sarebbero potuti iscrivere ai suddetti corsi, a seguito della formulazione della nuova graduatoria, che ha correttamente previsto una graduatoria formulata tenendosi conto sia del punteggio dei test sia di quello del percorso scolastico, si sono invece visti preclusa la possibilità di accedere al corso di studi al quale avrebbero potuto accedere ab origine, in quanto i relativi posti hanno continuato ad essere assegnati anche sulla base della graduatoria del 30 settembre 2013 – che non è stata mai annullata in autotutela- peraltro con una soglia di accesso inferiore.

Sotto tale profilo, è stata censurata l’arbitrarietà del comportamento dell’amministrazione che, anche a fronte delle chiare indicazioni contenute nella riformulazione del richiamato art. 20 – secondo cui il MIUR avrebbe dovuto procedere ad assegnare agli aventi diritto, sulla base del punteggio complessivo ottenuto, la sede alla quale avrebbero potuto iscriversi in base alla graduatoria di diritto che sarebbe conseguita dall’applicazione del suddetto decreto, in assenza di rinunce e scorrimenti di graduatoria – invece previsti per la graduatoria del 30 settembre 2013 – secondo l’ordine di preferenza delle sedi indicate al momento dell’iscrizione al test d’accesso, ciò che presupponeva se non l’annullamento in autotutela quantomeno una riformulazione “virtuale” della ridetta graduatoria ed in cui si tenesse conto della posizione di chi avrebbe dovuto esservi contemplato già ab origine – ha invece assegnato (e successivamente continuato a ripartire) i posti facendo riferimento a due distinte graduatorie, la prima soggetta a scorrimento e la seconda “rigida”, con evidente irragionevolezza nell’operato dell’amministrazione e violazione delle norme di legge e di decreto legge dedotta dal ricorrente” (cfr. Tar Lazio, sez III. Bis, 30 gennaio 2018, n. 2017).”

10. –Alla luce di tanto il ricorso va accolto, con conseguente annullamento dei provvedimenti gravati nelle parti di interesse della ricorrente.

11. – La limitata attività difensiva dell’Amministrazione induce alla compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Stralcio), accoglie il ricorso in epigrafe, e per l’effetto annulla i provvedimento impugnati nei limiti di interesse della ricorrente.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 23 aprile 2021, in videoconferenza da remoto ai sensi dell’art. 25 DL n. 137\2020, con l’intervento dei magistrati:

Riccardo Savoia, Presidente

Achille Sinatra, Consigliere, Estensore

Arturo Levato, Referendario

 
 
L’ESTENSOREIL PRESIDENTE
Achille SinatraRiccardo Savoia

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